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..."L'iniziativa promotrice del nostro Insegnante di Scienze biologiche, ci ha permesso di attuare diversi incontri che ci hanno fornito le informazioni atte a prepararci ad affrontare due escursioni naturalistiche lungo il corso del fiume Simeto. Luigi Lino, naturalista e guida escursionistica del Fondo Siciliano per la Natura, (Associazione operante principalmente nella Regione Siciliana per la salvaguardia dell’Ambiente naturalistico), grazie ai diversi incontri e le due escursioni naturalistiche effettuate, ha suscitato in noi una grande sete di conoscenza. Sicuramente queste attività hanno reso possibile la formazione del nostro sapere sulla flora e sulla fauna siciliana. Oltre all’approfondimento del profilo culturale e paesaggistico, abbiamo avuto modo di constatare gli enormi danni ecologici causati dall'uomo nel corso degli anni e i relativi interventi dell'Amministrazione pubblica.". .....Gli studenti della III-B e III-C del Liceo Scientifico Statale "E. Boggio Lera" di Catania.
...Raffigurato nel basamento della fontana dell’Elefante (lato nord ) in p.zza Duomo a Catania, ha le sembianze di un vecchio seduto con la corona in testa, sul bordo di una conchiglia: ~~ IL FIUME SIMETO ~~
...Il corso del fiume Il Simeto(116 Km) é il secondo fiume più lungo in Sicilia dopo l’Imera; per ampiezza del bacino idrografico è invece al primo posto e interessa i territori di quattro province (Catania, Messina, Enna e Siracusa). E’ formato da due "tronchi " montani provenienti dai Nebrodi: il torrente Saracena lungo 20 Km e che ha origine a quota 1.700 m., nella Serra del Re, nei pressi di monte Soro, e il torrente Cutò, che nasce 8 Km più a ovest. I due "tronconi" si incontrano in una zona a 7 Km in linea d’aria a nord di Bronte formando il Simeto. Dopo il Cutò, il Simeto scorre in direzione sud accogliendo numerosi affluenti, il primo dei quali ‚ il fiume Troina, con sbocco presso il ponte di Cantarea. Oltre tale sbocco si staccavano da esso due canali irrigui detti saje di Barboro e di Baddia che contribuivano a mantenere la sua portata piuttosto modesta. Molto suggestive sono le gole dell’ "ingrottato lavico del simeto" ad ovest di Bronte; qui il fiume ha scavato sul basalto lavico di antiche eruzioni pre-etnee, un solco profondo decine di metri, stretto tra vertiginose pareti verticali. Oltre il ponte dei Saraceni il fiume precipita da una cascata alta ventidue metri circa, detta "Puliceddu", prodotta dallo scalzamento progressivo della lava che continua lentamente a crollare. Dopo 30 Km di tortuoso percorso, a 3 Km a Sud-ovest di Adrano, riceve il primo dei tre affluenti: il Salso. Proseguendo verso sud dopo altri 50 Km, quando si trova a circa 8 Km dalla costa, accoglie il secondo affluente: il Dittaino; a 2 Km, infine, esso incontra il suo ultimo grosso affluente, il Gornalunga, che nasce dalle colline fra Piazza Armerina e Valguarnera. Sbocca nel mar Ionio, 12 Km a sud di Catania. Fra tutti i grandi fiumi italiani, il Simeto, è forse l’unico che ancora scorre, per lunghi tratti, allo stato brado.
...Lungo il corso Imponenti lavori sono stati compiuti per lo sfruttamento delle sue acque (sistema idroelettrico del Salso-Simeto, realizzato dall’Ente Siciliano di elettricità). -Il Simeto, chiamato dagli Arabi: "fiume di Mosè" , conserva il suo carattere originario torrentizio, caratterizzato cioe' da magre estive, che portano quantitativi d’acqua insignificanti, e da piene invernali che, spesso, arrecano danni ai terreni limitrofi. Il fiume ha una portata media di 25 mc. al secondo (minimo 1 massimo 1500); Uno dei ponti più antichi costruiti dagli arabi, è quello dei Saraceni, nel territorio di Adrano nell’attuale contrada Mendolito. Altro ponte importante fu innalzato dal principe di Biscari, nel 1761, per portare l’acqua alle sorgenti Pulichello (EN) per l’irrigazione; danneggiato da un terremoto nel 1781, fu ripristinato dall’architetto catanese Salvatore Arancio su disegno dell’ingegnere francese M. Fonteine. Ed infine il ponte di Primosole che, nell’estate del 1943, fu al centro di un’aspra battaglia durante lo sbarco degli alleati, in Sicilia. ...Un tesoro preziosissimo: l'ambra L'ambra del Simeto detta "simetite", e', secondo gli esperti, la piu' pregiata al mondo; la resina fossile, che deriva da antiche conifere dei Nebrodi, trasportata nel corso degli anni a valle, dagli agenti atmosferici, e stata depositata dal corso del fiume, fino alla sua foce. Ancora oggi, dopo una mareggiata, e' possibile rinvenire la preziosa resina sulla spiaggia. ...Un po' di storia INTERVENTI DELL’AMMINISTRAZIONE
Per la disciplina delle acque del fiume, il 30 ottobre 1949 fu presentato all’Assemblea Regionale Siciliana il disegno di legge N° 49 per l’istituzione del Magistrato delle acque del Simeto, un’istituzione che prevedeva una serie di controlli e di interventi sia per evitare gli straripamenti, sia per un maggiore sfruttamento delle acque... Ma quell’iniziativa non ebbe fortuna. l’Oasi di protezione della foce del Simeto veniva istituita il 28/11/1975 da un decreto firmato dall’Assessore all’Agricoltura e Foreste della Regione Siciliana, Vincenzo Giummarra. Ma già nel marzo del 1976 il comune di Catania, che aveva appoggiato l’istituzione dell’oasi, fece ricorso al la Regione Siciliana che tendeva ad abolire il decreto. Nel maggio 1976 ci fu in un convegno nel quale si dibatté sull’importanza socio - economica che il Simeto avrebbe avuto in futuro. Uno dei motivi di maggior polemica del convegno fu rappresentata dall’abusivismo che stava danneggiando l’habitat naturale della fauna del luogo. Ma nella conferenza economica per l’occupazione del febbraio 1977, alcuni esponenti politici avanzarono richieste di sfruttamento della zona, pensando di costruire un porto turistico. Fu il prof. Sanfilippo che nel 1977 inoltro’ una denuncia sulla speculazione che stava distruggendo con case, palazzi e casupole, l’oasi. Un nuovo convegno del 30 aprile 1977 "Foce del Simeto: quale devastazione" , idealizza un progetto di massima del piano particolareggiato del parco territoriale urbano. In questo congresso si riservarono 500 ettari a zona di riserva integrale: su cui sono proibiti tutti i tipi di sfruttamento. La parte nord e sud della zona a riserva integrale furono destinate ad attrezzature turistiche e sportive. Nel 1978 il pretore Michele Papa rinvia a giudizio abusivi e lottizzatori. Vengono citati la " Cleveland Italia S.p.A." e la " Anglo Sicilia Turistica". La Società Portmal che 1975 aveva presentato in primo tempo il progetto " Primosole", lo ritirò. ...La configurazione attuale dell'oasi Alla foce del Simeto, con Decreto Regionale, è stata istituita un’Oasi naturalistica che si estende verso sud interessando i laghetti di Guarnazza e Gornalunga. Dal punto di vista ambientale, la riserva naturale orientata "oasi del simeto" e' il relitto di un antico e vasto ecosistema palustre che si estendeva a sud di Catania. Oggi questo territorio, e' caratterizzato dalla nuova foce, ritagliata dopo la grande alluvione del novembre 1951, e' attraversata dal ponte primosole; un po' + a nord invece troviamo la vecchia asta fociale, ora isolata ed alimentata dai canali buttaceto e jungetto; ancora piu' a nord le "salatelle", vasti acquitrini salmastri formati da piccoli canaletti d'acqua, e dalla capillarita' edlla costa. Fra la vecchia e la nuova foce, c'e' un piccolo sistema di acquitrini; a sud della nuova foce, troviamo il lago gurnazza,periodicamente formato o distrutto dalle mareggiate ed il lago Gornalunga, formato dall'omonimo fiume affluente del Simeto, attraversato dal canale Benante per raggiungere il mare.
...Utilizzazione delle acque
Le acque del bacino del Simeto, un tempo animavano numerosi mulini nelle valli secondarie, e, dove le condizioni della campagne si prestano, sono tuttora largamente utilizzati per irrigare gli agrumeti. In località Barca, Paternò, la Società Arginazione, attuale Consorzio di Bonifica della Piana di Catania, era autorizzata a deviare dal fiume una considerevole portata d'acqua da immettere nelle saje di Gerbini e Paternò per usi irrigui; tali saie sono ora diventate canali di bonifica che vengono alimentati dalle acque invasate nelle dighe di Pozzillo e Troina e solo con modeste quantità prelevate dal Simeto in località Ponte La Barca, mediante una opera di captazione: "Traversa ". Con R.D. del 1859 le acque scorrenti nel Simeto furono concesse per 90 anni senza alcuna limitazione alla Società Arginatura del Simeto, oggi (C.B.P.C.), la quale ha risentito dei continui prelievi abusivi operati dagli agricoltori a monte di Ponte La Barca. Per far fronte alle esigenze irrigue sono stati progettati una serie di serbatoi, solo due dei quali realizzati… sono le dighe di Ancipa e di Pozzillo. La prima raccoglie acque di ottime qualità (e pertanto vengono utilizzate per usi idro-potabili, irrigui ed energetici; le acque del Pozzillo sono invece usate solamente per scopi irrigui ed energetici .
...Scopo del lavoro
Lo scopo principale del lavoro era quello di accrescere le nostre conoscenze scientifico - biologiche, come ad esempio le diversità che esistono tra flora e fauna delle diverse aree visitate, e di poter vedere ciò di cui fino ad ora avevamo solo sentito parlare. Lo scopo era quello inoltre di educare noi all’osservazione, alla comprensione, al confronto, alla capacità di classificazione, ed il saper valutare l’importanza di ogni essere vivente, e di ogni forma di terreno o di roccia, di stimolare anche la capacità di organizzazione del lavoro e l’assunzione delle proprie responsabilità.
LA FLORA
IL Simeto è formato da vari habitat che hanno permesso la formazione di una ricca vegetazione. Nella parte alta delle acque le sponde sono ricoperte da una fitta vegetazione formata perlopiù da canne palustri, mentre nella parte bassa le rive sono completamente scoperte. In passato nella zona paludosa del fiume vi era una grande quantità di Agropyretum-mediterraneum, che nel corso degli anni a causa degli insediamenti umani si estinse in seguito alla scomparsa di vasti tratti paludosi. Nelle zone frequentemente inondate e impermeabili traviamo l’Arthronemum-fructicosus, la cui presenza varia in funzione del periodo di sommersione del suolo. Analoghe piante sono l’Hordeum-maritimum e il Plantago-coronopus le quali sono presenti di solito da ottobre a dicembre che è il periodo di maggiore piovosità. Nei suoli dove l’acqua ristagna e la salinità è maggiore soltanto delle specie che si adattano maggiormente a questo ambiente alofilo come il Limunium-vulgare, la Suaeda-maritima e la Phragmites-communis riescono a sopravvivere. In quelle aree di contrada Specchio attraversate dai canali fognari dove il drenaggio dell’acqua piovana avviene consuma certa facilità troviamo l’Agropiretum-inuletum. Nelle zone sottoposte agli straripamenti del Simeto distinguiamo una vegetazione caratterizzata dalla presenza del Juncus-acutus e del Juncus-maritimus. L’ultima glaciazione ha portato la nascita di una nuova specie di alberi nella zona del Simeto , gli Agrifogli. Inoltre troviamo alberi di Faggio ,di Pino domestico e alcune piante come la Riparia ,il Verbosio e la Tenebrigna che troviamo attorno al fiume e precisamente nella zona costiera.
LA FAUNA
L’ambiente particolarmente ricco di anfratti e di specie da predare ,ha dato la possibilità ad animali come la volpe e la donnola di vivere nel territorio circostante il Simeto. Questa presenza di predatori è favorita dalla moltitudine di conigli selvatici che vi popolano, i quali trovano rifugio tra i macigni lavici posti vicino agli argini del fiume; anche la lepre popola questi luoghi grazie alla grande quantità di foraggio presente nella pianura. Nel castello in rovina del duca di Misterbianco vive una numerosa colonia di pipistrelli che prospera grazie alla grande quantità di insetti che si trovano nella zona paludosa. Vi è anche una grande quantità di rettili come la Biscia, la Vipera, il Colubro Leopardino, la Lucertola siciliana, il Ramarro e la Nutrici dal collare che al contrario degli altri rettili qui elencati, è un serpente marino e vive nel fiume. Ma la maggior parte della fauna della zona è rappresentata dai volatili la cui distribuzione è legata ai diversi aspetti ambientali. Le "Salatelle" e la vecchia ansa del Simeto ospitano una grande varietà di uccelli come il Voltapietre, il Totano moro, la Pernice di mare, la Spatola, la Beccaccia di mare, il Corriere, il Cavaliere d’Italia, la Garza, la Garzetta, la Pieverese, il Tarabusino, il Beccaccino, il Frullino e alcune volte addirittura sono stati avvistati dei Fenicotteri. Nella zona costituita dalla nuova foce e dal lago Guarnazza troviamo la presenza di Folaghe, Anatre, Svassi ed Aironi, molto raro lo Schistaceo e meno raro l’Airone bianco. Vi sono anche volatili come la Cannaiola ed il Forapaglie castagnolo i quali passano in questa zona solo l’inverno e volatili come la Moretta tabbaccata, lo Svasso, il Tuffetto e la Marzaiola i quali trascorrono qui la primavera per nidificare. In estate sono presenti il Tuffetto nella zona della vecchia foce , il Cavaliere d’Italia nelle paludi circostanti il Simeto, la Beccaccia di mare, il Combattente, i Piovanelli pancianera e la Rondine di mare zampanera. In autunno troviamo quasi sempre la presenza della Rondine di mare maggiore nella zona tra la vecchia e la nuova foce del Simeto. Nella zona vi sono molte altre specie di uccelli tra cui il Gruccione che vi nidifica, il Corvo , il Falco di palude che si nutre di serpenti marini ,il Fenicottero, l’Avocetto la cui presenza è molto importante poiché questa è la seconda segnalazione in Sicilia, il Gabbiano zafferano che è considerato molto raro in Italia, la Poiana e il Gheppio, entrambi predatori. Ma del Simeto si sono estinte molte specie di uccelli tra cui i più importanti sono i Polli sultani, decimati dai cacciatori che erano facilitati dalla mancanza lungo le sponde del fiume della vegetazione (diradate dalle piene) della quale i volatili si servivano per nascondersi. altre specie caratteristiche della vecchia Ansa scomparse sono: la Gallinella d’acqua, la Folaga, il Tarabusino, l’Airone rosso, il Falco di palude, lo Svasso minore, l’Alzavola, il Grifone, la Marzaiola, il Pendolino, il Forapaglie Castagnolo, e il prestigioso Cavaliere d’Italia.
BIBLIOGRAFIA.
Enciclopedia generale Mondadori, Luigi Cavalli Mario Cosentino, Vol. n. 1 pagg. 157; n. 2 pagg. 37; n. 3-4;n. 5 pagg. 223-294-647-691; n. 8; n. 9 pagg. 590; n. 12 pagg. 99-427; n. 10 pagg. 643-644. Anno di pubblicazione 1984; Editore: Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. Milano. Prima edizione 1984, seconda edizione aggiornata 1986.
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