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R.N.O. Saline di Priolo (SR)  20-12-2004:

 Liberazione Tartarughe palustri (Emys orbicularis)

 

 

 

Sembrerà strano, ma a ridosso di quel complesso industriale della provincia di Siracusa, in territorio del comune di Priolo si trova un significativo ecosistema palustre, una zona umida di notevole interesse per la sosta e la nidificazione di molte specie di uccelli; con D.A. del 28/12/2000  quest'area è inserita tra le Riserve Naturali Orientate della Regione Siciliana. L'area protetta è collocata nell'ampio golfo Megarese a ridosso della penisoletta di Thapsos, chiamata Magnisi dagli Arabi. Le saline di Magnisi, oggi di Priolo, erano tra le più estese della Sicilia Orientale, in una contrada lontana dai pericoli di alluvioni.

 Nella difficoltà a preservare e risanare gli elementi naturalistici, non vanno tralasciati gli ecosistemi della memoria, altrettanto preziosi e indispensabili. Non dimenticare quello che ci appartiene più intimamente, non dimenticare il tempo della lentezza dei silenzi, il passo degli aironi, le cantilene dei carri.

 

 

Proprio l'Ecosistema della memoria, ci riporta indietro nel tempo a ricordare che la tartaruga palustre era presente lungo i canali di questo territorio. Le recenti ricerche geografiche relative all'ambiente naturale, ricondotte ad interpretare le vicende umane secondo processi confrontabili con quelli scanditi dalle variazioni ambientali, hanno permesso di individuare che in tempi non tanto remoti la  Tartaruga palustre europea (Emys orbicularis) era qui presente. Grazie alle sinergie tra il Fondo Siciliano per la Natura, la LIPU e la Ripartizione Faunistico Venatoria di Siracusa  si è raggiunta l'intesa di liberare in loco degli esemplari di Tartaruga palustre. 
Il tutto è scaturito dopo la liberazione di alcuni esemplari di rapaci, in occasione dell'inaugurazione del sentiero natura per disabili nella R.N.O. Il personale coinvolgimento del responsabile della Riserva Carmelo Iapichino, di Fabio Cilea e del direttore della Ripartizione di Siracusa Giovanni Galante, ha permesso di ottimizzare una significativa opera di reintroduzione di specie selvatica nell'area protetta siracusana; fortunatamente queste tartarughe sono presenti in diverse aree della nostra isola, dai Laghetti del Campanito Sambughetti (EN) alla foce del Belice (TP), e recente  reintrodotti ad opera del Fondo Siciliano per la Natura diversi esemplari al lago Gurida (CT).
 
 
 
Ritornando a lunedì 20 dicembre, partecipano alla liberazione delle tartarughe palustri diverse scolaresche della provincia di Siracusa accompagnati dagli insegnanti,  guida per la R.N.O. Saline di Priolo Fabio Cilea della LIPU  insieme ai volontari, presente per la Ripartizione Faunistico Venatoria di Siracusa il dott. Giovanni Galante. Sono otto gli esemplari di Emys orbicularis (6 maschi e 2 femmine) destinati alla Riserva di Priolo, provenienti dal CRFS di Valcorrente (CT); solo qualche tartaruga palustre era stata recuperata in alcune aree siciliane, grazie alla attività dei volontari del Fondo Siciliano per la Natura si è riusciti a riprodurre delle altre, una delle femmine è prossima alla ovodeposizione. Prima di procedere alla liberazione Fabio Cilea ha introdotto alla liberazione e alle attività di Educazione ambientale, passando quindi il testimone a Carmelo Nicoloso e alle universitarie Anna, Katia e Lucia che ormai da quasi un anno sono impegnate in attività di stage con il Fondo Siciliano per la Natura, sotto la guida del naturalista Luigi Lino; di supporto il fotografo Rosario Catania del SWF.