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         "IBLEI" - UN ALTOPIANO AL CENTRO DEL MEDITERRANEO                    

" La proposta di Parco, condivisa con la comunità locale, per un reale sviluppo integrato del territorio

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E’ passato un pò di tempo quando Vito Oddo (presidente del CAI di Siracusa) aveva intuito l’opportunità di realizzare un Parco Naturale sull’altopiano degli Iblei, forse il movimento messo su allora poneva un parziale attenzione dell’area Iblea, concentrata soprattutto nella provincia di Siracusa. Già allora, in questa porzione degli Iblei si erano consolidate le basi per una mirata conservazione del territorio, con l’istituzione delle Riserve di Pantalica e Cavagrande del Cassibile. C’era stato un flebile tentativo di discussione, avviato presso APT di Siracusa grazie alla disponibilità prestata da Salvino La Rosa , a cui hanno partecipato la vedova di Oddo e altri rappresentanti del CAI, quindi Carmelo Nicoloso del Fondo Siciliano per la Natura , ma nonostante le buone intenzioni, tutto è rimasto fermo per anni.

Nel 2005 si sono avviati i primi contatti tramite rappresentanti di Legambiente per riprendere il percorso interrotto, hanno aderito diverse associazioni ambientaliste non solo della Provincia di Siracusa, ma anche Ragusa e Catania, quali CAI, Ente Fauna Siciliana, Fondo Siciliano per la Natura , LIPU e WWF. Si è cercato subito di trovare un’intesa per cercare di tramutare il sogno in un progetto concreto e fattibile,  è nato così il “Comitato Promotore per il Parco”. Il Comitato non ha fini di lucro,ed ha lo scopo di promuovere l’istituzione del Parco nel territorio della Sicilia sud-orientale ricompresso nell’altipiano dei Monti Iblei,e nei “corridoi  ecologici”che insistono nelle “cave”.

Il Comitato dotato di statuto e dei relativi organi previsti, è rappresentato quale presidente dall’ing. Domenico Turibbio. La sede è a Palazzolo Acreide nei locali del comune.

La realtà territoriale è molto complessa, con difficoltà d’applicazione della normativa vigente in materia. Infatti,a differenza dei Parchi già esistenti che presentano gran parte del territorio vincolato quasi interamente disabitato ( Parco dell’Etna, dei Nebrodi e delle Madonie),la zona interna dell’istituendo Parco degli Iblei è caratterizzato da insediamenti ed attività umane piuttosto diffuse.  

 

DESCRIZIONE DEL TERRITORIO

L’altopiano degli Iblei, la cui cima più alta monte Lauro, raggiunge 986 m . s.l.m., è costituito da numerose cave, rappresenta un importante complesso geologico della Sicilia sudorientale, a cavallo fra le province di Siracusa, Ragusa e Catania.

Il territorio, tozzo e omogeneo, leggermente ondulato, è solcato da profonde e ripide vallate, ricche di vegetazione, in fondo alle quali scorrono fiumi e torrenti, tra questi  l’Anapo, inserito in un contesto naturalistico archeologico unico, e già posto in regime di protezione naturalistica regionale. Le precipitazioni meteoriche, abbondanti nel tardo autunno e in inverno, sono scarse o assenti in estate; per cui la natura assume ambienti e colori variegati a seconda dei luoghi e delle stagioni. L'origine vulcanica del territorio lo rende particolarmente fertile e questo ha favorito l'insediamento umano fin dal Paleolitico.

 Nel Neolitico si sviluppa nel territorio la cultura di Castelluccio e successivamente quella di Pantalica, che precederà la colonizzazione greca e romana. Significativa è anche la successiva presenza bizantina. Una costante di tutti gli insediamenti umani è stato il rapporto simbiotico con la natura, l'utilizzo delle sue risorse nel rispetto e quasi nella religiosità della grande madre, che concede i suoi frutti abbondanti, ma pretende lavoro e intelligenza.

 Simbolo del popolo ibleo è la pietra, che infonde stabilità e sicurezza, ma è anche espressione artistica e anelito di spiritualità. Un territorio che fece parte della Val di Noto, una delle tre Valli in cui gli arabi divisero la Sicilia.

C. Nicoloso

Giugno 2007