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LA TARTARUGA COMUNE "CARETTA CARETTA"

Descritta per la prima volta nel 1758 da Linneo, puo' raggiungere i 110 cm. di lunghezza ed un peso di 180 Kg. il suo colore e' marrone rossiccio superiormente e giallastro nella parte inferiore; il carapace e' spesso incrostato da cirripedi e alghe. La Caretta caretta e' distribuita in tutto il bacino mediterraneo, compiendo notevoli migrazioni, e, grazie alle marcature, oggi si cominciano a definire i loro spostamenti.

Essa e' l'unica specie che depone sulle coste italiane anche se il maggior sito di deposizione nel mediterraneo, e' quello di Sekania a Zacinto, in Grecia.

Per quanto riguarda la Sicilia, essa, un tempo, vi nidificava in gran numero ed una delle mete storicamente ambite era quella del litorale dei Macconi di Acate a sud di Gela; oggi, le deposizioni sono sporadiche, fatta eccezione per qualche sito come l'isola dei Conigli a Lampedusa. A tal proposito, la scorsa estate 1999, l'S.W.F. ha sorvegliato e monitorato un nido, casualmente scoperto da un pescatore nella spiaggia di Puntagrande a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento.

La tartaruga comune depone da un minimo di quaranta a quasi duecento uova sferiche bianche con diametro di circa 4 cm. La deposizione, come la schiusa, solitamente avvengono di notte.

- Gli esemplari ricoverati e liberati-

Delle cinque specie di tartarughe marine descritte nel mediterraneo, anche se due occasionali, la tartaruga comune Caretta caretta e' l'ospite pił frequente nei nostri Centro Recupero Fauna Selvatica (Catania e Comiso). E' qui infatti, che i volontari si adoperano costantemente per il recupero di quegli esemplari, che, spesso su segnalazione delle autoritą marittime, vengono prontamente recuperate e soccorse

 

Radiografia prima dell'estrazione degli ami

 

 

 

Esemplare di Caretta caretta, dopo l'estrazione di un amo

Caretta caretta poco tempo dopo l'estrazione di un amo

 

Gli ami, le buste di plastica ingerite, le lesioni causate da eliche di motoscafi o dalle reti da pesca, sono fra le cause piu' comuni di ricovero.

Sono stati oltre 120 gli esemplari arrivati al C.R.F.S di Catania, da Gennaio a Luglio 2001, prontamente operati e liberati in mare; circa 40  nello stesso periodo quelli pervenuti a Comiso, anche questi prontamente ritornati in mare dopo il tempestivo intervento del veterinario. La maggior parte presentavano uno o pił ami, qualcuna presentava necrosi ad una delle pinne.